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Decreto ingiuntivo per omessa retribuzione senza busta paga?

Posted by brunoredivo su settembre 4, 2010

Capita spesso di rivolgersi ad un legale in quanto il datore di lavoro non versa regolarmente la retribuzione.
Ci si chiede circa la possibilità di ottenere la paga in tempi rapidi e quindi senza intraprendere un ordinario contenzioso del lavoro, spesso costoso e lungo mediamente 2 anni o più.
Ebbene, la prima domanda che vi sottoporrà il legale è la seguente: avete con voi la busta paga? Senza la stessa non è possibile ottenere provvedimenti rapidi!
E cosa accade se il datore di lavoro volontariamente non emette la busta paga oltre a non versare la retribuzione?
Il legale vi risponderà che non sussistono i presupposti per ottenere un decreto ingiuntivo.
L’art. 633 c.p.c. difatti prevede quali presupposti applicativi di tale strumento rapido di recupero crediti ( si ottiene la somma spesso anche in 2-3 mesi ) la cosiddetta “prova scritta” del credito. Ebbene sono prove scritte della retribuzione senza dubbio: la busta paga, l’estratto previdenziale, il cud ecc. ecc.
Ma se la busta paga non viene emessa, conseguentemente anche l’estratto previdenziale ed il cud saranno carenti. Risultato ultimo? Niente decreto ingiuntivo!
Ebbene, lo scrivente in un caso analogo dinanzi il Tribunale Civile di Roma, Sez. Lavoro, ha elaborato una tesi in base alla quale ottenere un decreto ingiuntivo anche senza la emissione di buste paga relative al periodo per cui si agisce.
Come dimostrare con prova scritta la retribuzione? Procediamo per gradi.
In prima analisi occorre specificare che la cosiddetta busta paga risulta composta da due parti autonome ovvero: componente di retribuzione fissa e componente di retribuzione variabile. Rientrano nella prima la retribuzione base, gli scatti di anzianità, … . Fanno parte invece della retribuzione variabile gli straordinari, il lavoro notturno ecc. ecc. Elementi che, evidentemente, non saranno uguali di mese in mese ma varieranno in base alle ore effettive svolte dal lavoratore nell’arco della giornata, delle festività e delle ore eventualmente notturne.
Ebbene, lo scrivente ha ritenuto provato per iscritto senza dubbio la componente fissa di retribuzione siccome non sarà possibile dimostrare con prova scritta le ore effettive di straordinario svolte nell’arco del mese precedente.
Quindi sommando le varie voci fisse di retribuzione, si otterrà una somma oggettivamente ed inconfutabilmente inferiore ( ovvero uguale al più) rispetto all’effettivo dovuto, somma provata per iscritto dalle buste paga precedenti nonché dagli estratti conto previdenziali e dal Cud degli anni trascorsi.
Ma non è tutto. L’importo che il datore di lavoro deve versare in concreto al lavoratore non è la sommatoria delle voci come sopra specificate. Le stesse difatti compongono il cosiddetto lordo retributivo. Vanno scomputate le ritenute sociali e fiscali. E come scomputare tali somme senza l’ausilio di un consulente del lavoro esterno ( spesso non reperibile in tempi celeri oltre che costoso )? Come determinare il netto dovuto in un caso come quello sottoposto?
Ebbene lo scrivente aveva a disposizione le ultime 18 buste paga versate regolarmente. Dalle stesse ha scelto la mensilità di importo inferiore ( quella in cui dunque vi era una componente variabile più bassa ).
Di tale busta paga ha preso in considerazione tutte le ritenute ivi presenti e le ha scomputate dall’importo lordo ( di retribuzione fissa ) come sopra determinato. In questo modo, lo scrivente ha calcolato una somma in cui le ritenute erano relative ad una mensilità senza dubbio superiore ( sebbene di poco ) rispetto a quella puramente fissa per cui si agiva ed in tal modo ha determinato ed applicato un netto scomputando delle ritenute oggettivamente superiori rispetto alla somma per cui si ingiungeva il pagamento.
In altre parole, versando nell’impossibilità di determinare con prova scritta l’esatto ammontare netto dovuto e dunque non potendo individuare una precisa linea di demarcazione, lo scrivente è ricorso per ingiunzione relativamente ad una somma che era matematicamente inferiore all’effettivo dovuto e dunque senza dubbio al di sotto della immaginaria linea di demarcazione intercorrente tra quanto dimostrabile per prova scritta e quanto no.
Rimane poi in essere, è evidente, una pretesa ulteriore per il residuo credito di retribuzione per il quale inevitabilmente però occorrerà instaurare un ordinario giudizio del lavoro.
Ebbene, il Tribunale di Roma, contrariamente alle critiche pur costruttive ed osservazioni sfiduciose ricevute da colleghi anche illustri, ha ritenuto percorribile la via interpretativa che il sottoscritto ha presentato, emettendo pertanto un decreto ingiuntivo anche provvisoriamente esecutivo senza buste paga.
Dott. Bruno Redivo

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82 Risposte to “Decreto ingiuntivo per omessa retribuzione senza busta paga?”

  1. Valentina said

    Questo commento mi è stato molto utile, visto che mi trovo in una situazione analoga, ho fatto una diffida al pagamento delle retribuzioni a me spettanti, ed, una volta avuta o meno la comunicazione da parte del mio datore di lavoro,se non provvederà al risarcimento delle somme, o mi dimetto per giusta causa o faccio prima decreto ingiuntivo, ma non ho le buste paga.
    Quindi sto vagliando le varie possibilità se ce ne sono..

    • brunoredivo said

      Cara Valentina,
      seguendo il mio ragionamento il tribunale sez. lavoro di Roma mi ha concesso 2 decreti… ad ogni modo ti faccio presente che le dimissioni per giusta causa non ti fanno perdere alcun diritto nè relativo alla retribuzione/contribuzione nè relativo a TFR e quant’altro.
      Se dovessi avere necessità di un consulto o di una tutela legale ( non ho capito se sei una collega o meno ?!) siamo sempre a tua disposizione.
      Lieto dell’incontro,

      dott. Bruno Redivo

      • Elisa said

        Egregio Avvocato, potrebbe cortesemente segnalarmi il numero della sentenza del Tribunale civile di Roma sez. Lavoro.
        Cordiali Saluti
        Elisa

  2. andrea said

    Ciao,
    lavoro dal 18 Maggio presso un’azienda, ma a tutt’oggi non mi è stata data la retribuzione a me dovuta, ma ho la busta paga…
    Come posso appellarmi per avere i soldi a me dovuti????

    • nulla di più facile. Ricorso per decreto ingiuntivo. Anzi nel tuo caso risulterà più agevole rispetto ai problemi sottesi che ho affrontato nel caso di cui all’articolo.
      Ci sono buone possibilità di ottenere in tempi ( relativamente ) celeri le somme in tuo diritto.
      Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

      Saluti
      dott. Bruno Redivo

      • Marco said

        Salve. Ho lo stesso problema di Andrea, ma con una piccola differenza. Il mio ex datore di lavoro cambia continuamente provincia per non subire alcun decreto ingiuntivo. (Sottolineo che non lavoro più con questa azienda in quanto mi sono dimesso e mi spetterebbero circa 2 mensilità non versate). In questo caso avere i soldi diventa impresa ardua. Come si potrebbe agire?
        Grazie.

      • brunoredivo said

        Salve

        mi scuso per il ritardo con cui le rispondo.

        Allora, dovrei capire cosa intende giuridicamente per “cambia continuamente provincia”. Ai fini della notifica ciò che conta è la sede legale al momento della notifica stessa. Visura alla mano non ci sono problemi di sorta.
        Per quanto riguarda i pignoramenti, il problema è trovare un “bene” aggredibile… ovunque esso sia. Se è dotato di queste informazioni può agire.
        Ad ogni modo, non le nascondo che verisimilmente la somma da lei vantata potrebbe lasciar desistere ogni azione a causa dei costi di procedura….
        Se vuole mi fornisca informazioni più dettagliate e sarò ben lieto di darle risposte esaustive.

        Cordialità

        BR

      • stefano said

        mi scusi, ma se l’azienda impugna anche con un pretesto il decreto, per quello che ne so io si passa ad una causa civile i cui tempi si dilatano enormemente.. è sbagliato?

      • brunoredivo said

        Gentile Stefano,

        quanto da lei affermato è corretto ma se si ottiene il decreto provvisoriamente esecutivo ( e per crediti da lavoro, di natura alimentare SOLITAMENTE lo si ottiene ) lei non avrà necessità di attendere l’esito del giudizio ordinario. Potrà intanto eseguire il decreto ingiuntivo e procedere con i dovuti pignoramenti avendo per contro l’esecutato la possibilità di chiedere la conversione del pignoramento. All’esito della sentenza ordinaria si vedrà chi ha ragione e se del caso gli importi dovranno essere restituiti.

        Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti

        Cordialità

        BR

      • Marco said

        Salve. Scusi per il ritardo con cui le rispondo alla Sua domanda. Il mio ex datore di lavoro cambia continuamente provincia sia come sede produttiva (produttiva si fa per dire visto che è un’azienda solo commerciale) che come sede legale avendo lo stesso indirizzo. Per farle capire meglio, dalla provincia di TV si è trasferito in provincia di PN, da quella di PN si è trasferito in quella di VE, e tutto questo in meno di 3 anni. Trovare un bene aggredibile non è facile perchè il furbacchione ha intestato l’azienda alla sua mamma pensionata per cui non è pignorabile nulla. La cosa che a me interesserebbe sapere è se l’Inps ha un fondo per coloro che aspettano di essere retribuiti o meno.
        Grazie.

      • brunoredivo said

        Nuovamente salve,

        allora per quanto riguarda le notifiche faccia una visura e nei giorni immediatamente successivi proceda. In questo caso le notifiche sono perfette anche se per compiuta giacenza.
        Esiste inoltre un fondo di garanzia Inps ma copre unicamente le ultime 3 retribuzioni e l’intero Tfr. Attenzione perchè ci sono scadenze piuttosto stringenti specie per le retribuzioni.
        In ultimo, sulla impignorabilità delle pensioni non è esattamente come diceva. Sono non pignorabili le quote di pensione inferiori al minimo vitale ( la Cassazione con pronunce diverse fa ruotare detta somma intorno ai 600 € circa ). Ma in ogni caso rimangono chiaramente esposti a pignoramento tutti i beni dell’azienda.
        Ad ogni modo, rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento o necessità.
        Cordiali saluti

        Avv. Bruno Redivo

  3. Francesco said

    Ciao,

    ma per ottenere le buste paghe non basta diffidare lo studio (commercialista, consulente lavoro) che le elabora al professionista. I consulenti del lavoro e il commercialista oltre ad essere obbligati per legge hanno doveri deontologici di collaborazione.

    • brunoredivo said

      caro francesco,
      i problemi sono molteplici: il primo è che spesso i datori o chi per essi non emettono la busta paga ( che pertanto non c’è e non esiste neanche fisicamente ). Ed anche laddove la emettessero, i principi di leale collaborazione e deontologia sono principi fluttuati al di fuori del nostro paese da dopo la seconda guerra mondiale ( circa ). Pertanto si risolvono in belle parole che mai e poi mai risolvono una vertenza ( specie di lavoro ). Quindi in questi casi è bene procedere!
      Sempre a tua disposizione, distinti saluti

      BR

  4. Elisabetta said

    Buongiorno Dott. Bruno,
    io mi sono dimessa per giusta causa in quanto non percepivo gli stipendi.
    Mi sono rivolta al mio Avv.to il quale ha emesse decreto ingiuntivo e successivamente pignoramento presso terzi per il recupero del mio credito ma ha indicato l’importo lordo delle buste paga (non il netto). Come era immaginabile la controparte ha fatto opposizione contestando appunto la richiesta del lordo e non del netto…
    La mia domanda è la seguente :
    è corretto indicare nel decreto ingiuntivo l’importo lordo o al contrario bisognava indicare il netto??
    (Io ora ho ricevuto i netti delle mie buste paghe, ora l’Avv.to non procede per la parte lorda perchè dice sarà lo Stato che si rivarrà sulla Ditta debitrice, (quindi da profana in materia mi chiedo perchè allora l’abbia aperta al lordo???) rimane solo l’ultima udienza di opposizione per la discussione dell’ammontare della parcella perchè è stata calcolata sull’importo lordo).
    La ringrazio
    Elisabetta

  5. fabio said

    salve,
    mi sono dimesso in ott.2011 per giusta causa perché non pagano.Anche dopo diverse diffide del legale alcun risultato.Tentativo nullo alla Dpl di Modena per richiesta di una diffida accertativa perché non ho i cedolini.Da luglio 2011 che non pagano compr. anche il rimbors.mod 730 di €1’336.00.In totale ad oggi avanzo quasi €10’000.00.L’azienda a settembre 2011 e posta in liquidazione ma le voci dei mie ex colleghi dicono che ci sia una possibile richiesta di fallimento.Premesso che nello stesso ufficio in parallelo opera un’altra ditta con gli stessi soci,stessa ragione sociale,stessi dipendenti sempre un’impresa di costruzioni insomma.A me sembra che stia perdendo tempo
    ho perso la fiducia nel mio legale,cosa devo fare.Perché ad oggi sembra che sia io nel torto,non lo so?

    • Caro fabio, mi scuso intanto per il ritardo nella mia risposta ma ho avuto impegni improrogabili.
      Allora in generale devi procurarti il prima possibile dei titoli esecutivi che accertino il tuo diritto. Se riesci con decreti ingiuntivi benissimo ( i tempi sono rapidi ) altrimenti ti tocca fare un giudizio intero.
      Una volta che hai in mano i titoli esecutivi, sia in caso di fallimento che di liquidazione puoi inserirti nella distribuzione delle somme ed ottenere quanto di diritto ( con il rischio però, te lo dico per onestà, di una parziale o totale incapienza del patrimonio del debitore ).
      Per quanto attiene la tua seconda specifica, non è possibile. Se la ragione sociale è la stessa, partita iva, soci insomma tutti gli elementi di identificazione della società, non può andare in fallimento ovvero in liquidazione lasciando intoccato l’altro ufficio.
      Probabilmente, si tratta di società diversa ma con stessi soci. Occorre a questo punto vedere la ragione sociale e le regole applicabile su eventuali limitazioni dei responsabilità… insomma troppo lungo da affrontare per mail.
      Puoi scrivermi in qualsiasi momento ma ti consiglio di rimanere attento ed attivo perchè in caso di fallimento i tempi stringono anche per eventuale pagamento TFR da parte dell’inps..( surrogato in caso di insolvenza del datore ).
      Saluti

      BR

  6. raimondo said

    Salve
    bisogna avere le buste paga mancati anche per le dimissioni x giusta causa?
    Ho 50 anni lavoro presso una ditta artigiana, ho diritto alla disoccupazione se
    mi dimetto per giusta causa?
    cordiali saluti

    • brunoredivo said

      Salve Raimondo,
      allora le buste paga non sono necessarie per dare le dimissioni per giusta causa ed in tal caso c’è diritto alla disoccupazione.
      Unica nota è che ci sia effettivamente un grave motivo integrante giusta causa in quanto in assenza, le dimissioni “semplici” non danno diritto alla disoccupazione.
      Saluti
      Dott. Bruno Redivo

  7. raimondo said

    SALVE
    Non mi sono stati retribuiti i mesi Sett Ott Nov Dic Tred penso che sia una giusta causa ciao

  8. mary said

    buongiorno,
    mi chiedevo, secondo lei è possibile ottenere decreto ingiuntivo per una trattenuta in busta paga?
    L’azienda asserisce di non aver ricevuto il pc aziendale, (che invece è stato restituito),
    e per tale motivo ha operato una trattenuta .
    grazie
    Mary

    • brunoredivo said

      Mary buongiorno,

      allora ti rispondo subito: se c’è prova scritta dell’avvenuta restituzione del pc e del suo valore esatto ( ed ancora della coincidenza tra valore pc e importo trattenuto in busta paga ) allora si, altrimenti mio malgrado non può essere concesso. Il che ovviamente non significa che non siano percorribili altre strade ( come risoluzione stragiudiziale, o addirittura giudizio ordinario ( sconsigliato per valori modici ).
      Poi bisogna vedere pregiudizialmente se avevi autorizzato una trattenuto in busta paga a monte del discorso… ecc. ecc.
      Rimango in attesa di un tuo riscontro.

      Saluti

      BR

      • Emanuela said

        Buonasera mi scusi un’informazione . La società per la quale lavoravo (s.r.l.) mi ha inviato a mezzo raccomandata la lettera di licenziamento per cessata attività (e’previsto però il fallimento). Per i TFR , ferie e permessi no godute e l’ultimo stipendio di gennaio 2013 devo fare ingiunzione di pagamento tramite un avvocato? O devo aspettare i fallimento?

        Grazie per la gentile risposta

        Cordiali saluti
        Emanuela

      • brunoredivo said

        Salve,

        assolutamente deve fare ingiunzione prima del fallimento in questo modo potrà insinuarsi nel fallimento o addirittura nella fase pre-fallimentare.
        Saluti

        BR

  9. antonella said

    Buonasera,
    La mia azienda non paga gli stipendi da settembre..fino a novembre ho ricevuto la busta paga poi più niente..Inoltre ci sono delle irregolarità contributive, dal 2006 al 2009 non risultano contributi e in più non figuro come commessa ma come giornalaia e nessuno,neanche l’inps sa dirmi se i contributi sono stati versati.E per finire non mi hanno mai versato la quota aziendale sul fondo previdenziale a cui sono iscritta dal 2009.Quindi vorrei chiederle a chi devo rivolgermi per risolvere tutti questi problemi?Premetto che mi sono rivolta più volte all’inps e ai call center del fondo,ma nessuno sa niente..

    • brunoredivo said

      Cara Antonella.
      Allora il mancato pagamento degli stipendi per tutti questi mesi è causa di dimissioni per giusta causa che ti permetterebbe altresì di accedere alla “volgarmente definita” disoccupazione.
      Per il recupero delle somme dovute hai 2 alternative: decreto ingiuntivo esattamente nei termini da me esposti ( il Trib. di Roma si è già pronunciato in senso favorevole ) per ottenere una somma di poco inferiore all’effettivo ma in tempi ragionevolmente celeri.
      Altra alternativa è un giudizio ordinario ( più lungo ma anche più completo ) in cui però occorre verificare una serie di aspetti ulteriori che purtroppo non possono esplicarsi in questa sede.
      Ancora, per le omissioni contributive, nessun problema. L’inps è tenuta alla regolarizzazione anche in assenza di versamenti effettuati da parte del datore di lavoro in virtù del principio della automaticità delle prestazioni contributive.
      Un pò complicato da spiegare in poche righe ma comunque un principio efficace.
      Come consigliarti per l’eventuale azione? senza dubbio avrai necessità di un legale. Non so se hai già un avvocato di fiducia ma a prescindere da ciò puoi contattarmi se hai qualsiasi necessità, anche per semplici chiarimenti o consigli.
      Spero di esserti stata utile, attendo tue novità.
      Saluti

      BR

  10. santo said

    Buon giorno,
    alla mia ragazza non gli vengono rilasciate le ultime buste paghe, lei ha dato le dimissioni per giusta causa per mancata ritribuzione , attualmente in suo possesso ha solo la prima busta paga, gli mancano altre 5.
    Come si deve comportare, può ottenere un decreto ingiuntivo.

    grazie

    • brunoredivo said

      Caro Santo,
      la tua ragazza può ottenere un decreto ingiuntivo per una somma di poco inferiore all’effettivo oppure in alternativa occorre incardinare un giudizio ordinario ( più lungo ma senza dubbio più completo ).Occorrerebbe però per darti una risposta esauriente visionare tutta la documentazione e analizzare tutti i fatti.
      Il Tribunale di Roma ad ogni modo si è pronunciato in senso positivo in un ricorso da me promosso.
      Se ti occorrono specifiche o hai ulteriori dubbi puoi contattarmi.
      Saluti
      BR

  11. alessandra said

    salve la mia azienda non ha emesso le buste paga della 14esima e 13esima mensilità ed inoltre non mi paga lo stipendio da novembre (ovviamente oltre alla 14esima che dovevo incassare a luglio) Posso chiedere il icenziamento per giusta causa??? e come faccio a dimostrare che devo incassare anche i soldi delle due buste non emesse?’
    Saluti As

    • brunoredivo said

      Gentile Alessandra,
      In primis non parlerei di licenziamento per giusta causa ma di dimissioni per giusta causa in quanto sono loro in grave inadempimento contrattuale e non tu.. Per quanto riguarda la prova delle retribuzioni, la stessa grava sul datore di lavoro e non sul lavoratore. Basta che si allega in giudizio ( o in ricorso per decreto ingiuntivo.. a seconda dei casi la questione andrebbe studiata per bene e con attenzione ) che sussiste ancora rapporto di lavoro fino al… e che mancano le paghe … sarà il datore di lavoro a dover dimostrare che invece quelle mensilità ti sono state versate ( in altri termini il codice privilegia la prova positiva alla prova negativa quasi impossibile ).
      In conclusione, non credo tu abbia molti problemi…
      Ti consiglio di controllare anche la posizione contributiva. Vai all’Inps e chiedi un estratto conto.-..non mi sorprenderei nel sapere di irregolarità contributive.
      Per qualsiasi altro chiarimento sono a tua disposizione.
      Saluti
      BR

  12. lucia said

    buon pomeriggio, ho dato le dimissioni per giusta causa nel settembre 2011 perchè il mio dat. di lavoro non mi consegnava le buste paga (nè i cud) da maggio 2010 e si rifiutava di pagarmi lo stipendio da febbraio 2011. Ho dato pratica al sindacato (che ha tentato un tentativo di conciliazione andato in fumo) e ora a un legale a mie spese. Si è messo in moto subito per un decreto ingiuntivo (basandosi sui conteggi che mi ero fatta dare dall’ufficio vertenze cisl) ma il gdl ha rifiutato perchè richiede necessariamente le buste paga (quelle da maggio 2010 a sett 2011) che io non ho (e che naturalm la ditta si rifiuta di darmi).
    Mi chiedo, secondo Lei c’è un modo alternativo per costringerlo a consegnarmi almeno quelle (da maggio 2010 a febbraio 2011) che mi ha pagato regolarmente e il cud? Può il giudice costringerlo a presentarle? E poi a cosa va incontro una ditta che non cosegni il cud al proprio dipendente? c’è qualche sanzione ?
    Aspetto notizie… è di fondamentale importanza una sua direttiva a questo punto.. Sono giorni che penso a “come uscirne”.. per ora sono riuscita a scaricare dal sito dell’inps il cud previdenziale che cmq attesta l’importo lordo di quelle buste paga.. può essere utile come “prova”?

    Saluti.
    Lucia da Chieti

  13. Vincenzo said

    Salve,
    vorrei chiedere un’informazione.
    Sto per licenziarmi per giusta causa, dato che è più di un anno che non ricevo lo stipendio. Sono in possesso delle buste paga non percepite e dunque provvederò via decreto ingiutivo.
    Mi pongo 2 quesiti:
    1) Le buste paga sono delle copie rilasciatemi dal consulente dell’azienda, si necessita che siano timbrate o firmate dal datore per essere valide?
    2) Dato che le dimissioni le darò a giorni, come faccio a richiedere il decreto ingiutivo anche per l’ultima busta paga ed il TFR? Devo attendere che il consulente dell’azienda emetta i documenti ufficiali o posso chiedere ad un consulente esterno di farmi una simulazione reale del TFR e dello stipendio parziale di questo mese?

    Tra l’altro a seguito di una lettera di messa in mora a mia insaputa , per dispetto, mi hanno cambiato unilateralmente il contratto da Full Time a Part Time, l’ho scoperto dopo 3 mesi quando ho richiesto le buste paga al consulente. Su questo fronte devo agire con un ricorso ordinario?

    Spero in un rapido riscontro dato che a giorni vorrei agire.

    Saluti
    Vincenzo

    • brunoredivo said

      Salve Sig. Vincenzo,

      allora sul punto 1 la risposta è negativa. Nessun timbro o vidimazione. Basta che sia emessa dal consulente datoriale.
      sul punto 2 lei dovrebbe ottenere amichevolmente ( forse è meglio prima del decreto ingiuntivo ) la copia dell’ultima busta paga, dopo aver comunicato le dimissioni. Chiede l’ultima busta paga in cui viene fatto il conteggio automatico di tutte le spettanze residue, ferie, rol tfr ecc ecc e su quella chiede il decreto ingiuntivo. Se non riesce ad ottenere amichevolmente l’ultima busta paga ( come mio malgrado penso ) dovrà agire con ricorso ordinario. Un conteggio vostro di parte difficilmente sarà accettato, o almeno ritengo. Ma potrebbe tentare inserendo tutte le voci ovvero: buste paga maturate di cui ha copia ed anche tutto il resto sulla base di una mini perizia di parte… potrebbe andare!
      Nella peggiore delle ipotesi le verrà emesso decreto ingiuntivo solo per le mensilità sorrette da busta paga.
      Sul 3 punto non è possibile modificare unilateralmente il contratto per cui sicuramente Lei avrà diritto a delle differenze retributive. Sul punto agisca con ricorso e se del caso ci inserisce anche il TFR se non è riuscito ad ottenerlo in sede monitoria.

      Rimango a sua disposizione

      Distinti saluti

      BR

      • Vincenzo said

        La ringrazio per la risposta molto esaustiva. Tentero’ come, da suo consiglio , di ottenere tutta la documentazione.

        Grazie ancora

  14. lorenzo said

    buongiorno mi chiamo lorenzo e sono un lavoratore para subordinato dal febbraio 2011. la mia azienda e’ una srl che ha problemi di pagamento da un paio di anni. non ricevo buste paga da febbraio 2012 e tramite un controllo inps ho verificato che i contributi sono stati versati solo per 2 mensilita’ mentre per gli altri mesi e’ scritto recupero crediti. ho domandato all amministratrice e mi ha risposto che l azienda ha un sistema di dilazionamento dei contributi. inoltre lo stipendio lo ricevo mai intero almeno da 8 mesi e sono pagato con acconti. la mia domanda e’ 1 se dovessi interrompere il mio rapporto di collaborazione(sono a progetto) posso rivedere i miei contributi senza la busta paga? 2 possibile che ogni volta che richiedo la busta paga non sono obbligati a darmela? 3 quale potrebbe essere l
    iter migliore per tutelarmi anche gli stipendi arretrati? mi hanno proposto tratte accettate con la formula del paghero’ da riscuotere da ottobre 2012 fino a inizio 2013. grazie

    • brunoredivo said

      Ciao Lorenzo,

      allora per i contributi nessun problema… denunci all’Inps ed è tenuta ad adeguarli in virtù del principio dell’automaticità delle prestazioni ( nei limiti della prescrizione decennale in presenza di denuncia del lavoratore )… per le buste paga purtroppo non c’è sanzione efficace e risolutoria… al più potresti fare un esposto all’ispettorato lavoro per denunciare il tutto…sul punto 3 se hai comunque interesse a continuare a lavorare lì per esperienza o altro allora continua ed a termine progetto fai causa per tutto il restante ( compreso TFR, arretrati Rol ecc.ecc. )..

      rimango a tua disposizione

      Saluti

      BR

  15. michele said

    Buonasera mi chiamo Michele e scrivo dalla provincia di Teramo. Ho lavorato presso un immobiliare srl che realizza immobili residenziali e si trova in provincia di Fermo da novembre 2005 a giugno 2012 con contratto a tempo indeterminato inquadrato come impiegato tecnico (geometra). Premetto che negli ultimi due anni ho avuto sempre una media di stipendi arretrati pari 8/9. A causa comunque della crisi l’azienda decide il ridimensionamento dell’immobiliare provvedendo al 30/06/2012 al mio licenziamento con motivazione “licenziamento collettivo”. In realtà sono stato licenziato soltanto io e non tutti come indicato nella motivazione. Inoltre non ho avuto alcun preavviso di almeno 15 gg o un mese ed infine non mi hanno inviato alcuna comunicazione scritta ma semplicemnte il “modello unificato lav” che viene inviato agli enti competenti per comunicare il licenziamento. Visto anche il clima che si era creato in quanto non mi pagavano fin qua mi sta anche bene il licenziamento ma almeno pagami quello che mi devi.
    Fortunatamente le buste paga me le hanno date e dal conteggio di queste viene fuori quanto segue:
    – stipendi arretrati circa € 16000
    – trattamento fine rapporto € 8500
    – ferie e permessi non goduti circa € 2500
    TOTALE ______________€ 27.000

    Dal 1/7/2012 ad oggi che vengo continuamente preso in giro per il pagamento di quanto dovuto, per la serie, domani, dopo domani, la settimana prossima, ora il ragioniere è fuori, ci sentiamo tra 10 giorni etc. etc.
    Io ho semplicemente richiesto alla mia ex azienda di prepararmi un piano di rientro dove indicare le date con scadenza di come intendono onorare il loro debito nei miei confronti con degli assegni in garanzia ma purtroppo non riesco ad avere neanche quello, mi viene continuamente rinviato il tutto……….
    Loro dovranno fare dei rogiti notarili per la vendita di alcuni appartamenti che abbiamo che la società ha realizzato e ho pensato di cautelarmi intervenedo prima delgi atti nei confronti degli acquirenti, oppure fare un bel decreto ingiuntivo con un legale, oppure andare dall’ispettorato del lavoro ma pare che i tempi siano lunghissimi.
    Io inizialmente volevo risolvere tutto in via bonaria cnhe aspettando un po ma sto capendo che bisogna agire anche perchè loro in questi mesi hanno degli incassi rilevanti da parte degli acquirenti delgi appartamenti costruiti, quindi è inutile aspettare……………………
    Quali sono i tempi?
    Potrei richiedere anche l’indennità di licenziamento e il mancato preavviso? Chi lo quantifica?
    Grazie per vs attenzione
    Attendo un vs commento……………………………………..

    • brunoredivo said

      Salve Sig. Michele,

      la procedura di licenziamento collettivo è una procedura particolare con requisiti ed un iter ben definiti dal legislatore e dalle sue poche parole sembra proprio essere ampiamente illegittimo. Quindi a seconda della data del licenziamento e del numero di dipendenti saranno previste diverse tutele tra cui ritengo senza dubbio l’indennnità di mancato preavviso che viene quantificato solitamente dal giudice tra un minimo ed un massimo ( solitamente viene stabilito in deroga dal CCNL )( la normativa sul punto è cambiata da pochissimi giorni ).
      In sintesi le consiglio caldamente di procedere immediatamente in questo modo:
      1) racc. a/r con intimazione e messa in mora interruttiva della prescrizione, in cui si concedono al massimo 5 giorni;
      2) senza ritardo, decreto ingiuntivo tentando di ottenerlo provvisoriamente esecutivo ( per crediti retributivi ovvero alimentari dovrebbe essere concesso ma lo scrivente ha avuto qualche spiacevole ed incomprensibile sorpresa negativa in passato );
      3) pignoramento presso terzi aggredendo istituti di credito/ acquirenti di immobili ancora solvendi;
      4) se la soluzione 3 non è percorribile ovvero poco fruttuosa, il decreto ingiuntivo rappresenta titolo utile per iscrizioni ipotecarie. Quindi si dovrà procedere ad esecuzione immobiliare ( ma la soluzione ora prospettata la lasci quale ultima spiaggia perchè molto costosa e dispendiosa anche in termini di tempo ).
      I tempi come ben immagina possono essere diversi a seconda di elementi variabili, ma con un pò di fortuna tra i 3-6 mesi riesce anche a pignorare presso terzi.
      Se posso esserle utile mi scriva senza indugio.

      Distinti saluti

      BR

  16. R V said

    Salve,
    in merito alla ricostruzione delle buste paga per proporre un decreto ingiuntivo, vorrei sapere se ritiene sia possibile e legalmente plausibile presentare accanto all’ultima busta ricevuta (come “prova scritta”) anche l’eventuale riproduzione di quelle non ricevute nell’arco temporale oggetto della mia vertenza (evidentemente in questo caso solo per la quota fissa, rielaborata e verificata con l’ausilio di un consulente commercialista) aggiornata cronologicamente con gli scatti d’anzianità ed i rinnovi contrattuali succedutisi. Dato che il mio contendere risale al 2004 non avrebbe economicamente senso basarsi solo su buste paga “vecchie” di quasi dieci anni e come tali ben inferiori a quelle correnti. In fondo l’aggiornamento si basa su parametri oggettivi ben verificabili e facilmente allegabili alla documentazione quali i rinnovi periodici del CCNL e gli scatti biennali d’anzianità, tenendo anche conto che molto raramente la mia busta paga ha presentato quote variabili.
    Grazie per l’eventuale parere.

    • brunoredivo said

      Salve,

      allora riprodurre buste paga elaborate dal suo commercialista ( parte lavoratrice ) ritengo non sia davvero legittimo.
      Forse più opportuno sarebbe, una perizia redatta dal suo commercialista ( una sorta di conteggio analitico firmato e vidimato da un professionista ) in cui si riproducono specificatamente le singole voci di retribuzione fissa ( le voci variabili ovviamente non potranno entrare a far parte del giudizio monitorio, in relazione alle quali dovrà instaurare un ordinario contenzioso del lavoro ) non ricevute ( con ogni voce accessoria ). IN questo senso si.
      E d’altronde non è molto diverso da quanto ottenuto a suo tempo dal Giudice del Lavoro di Roma.

      Saluti

      BR

  17. Emilio said

    Salve, mi ritrovo di fronte al medesimo problema. Nel caso di specie però, il mio dominus mi ha incaricato di scriere una lettera con la quale diffidare l’azienda a consegnare al dipendente le buste paga. E’ secondo voi una strada praticabile?

    • brunoredivo said

      Salve.. si è una strada praticabile senz’altro ma a mio avviso infruttuosa… la mancata ottemperanza all’intimazione comporta una sanzione penale depenalizzata ( amministrativa )… inutile… tentar non nuoce… intimate anche un giudizio…

      Saluti

  18. Marilisa Filizzola said

    Egregio Avvocato Bruno, al riguardo, mi interesserebbe conoscere numero e data della sentenza e/o del Decreto Ingiuntivo del Tribunale di Roma. Grazie, Marilisa.

    • brunoredivo said

      Gentile Avv. cefrcherò quanto prima il num. decreto ingiuntivo del Tribunale di Roma. Si trova presso il vecchio studio del mio ex dominus…

  19. MENA said

    Salve,
    ho un problema da esporre: mi sono licenziata per giusta causa il 17/07/2012 per mancata retribuzione di un anno di più di un anno di stipendio; prima di dimettermi avevo già depositato un primo decreto ingiuntivo per diverse buste paga non retribuite, il quale è stato accolto senza provvisoria esecutività. In questo primo decreto il giudice pare non abbia concesso la provvisoria esecutività perchè la somma di euro 12800, pari quasi ad un anno di lavoro non retribuito, sembrava, da sola, non essere una prova sufficiente del “grave pregiudizio nel ritardo” (chiedo scusa per eventuali imprecisioni ma non sono del settore). Io so con certezza che la mia azienda corre il rischio di fallire e ha numerosi debiti e decreti ingiuntivi a suo carico (quindi il perioclo reale c’è). Devo depositare un secondo decreto per la riscossione ultime buste paga, ferie non godute e calcolo del tfr (ovviamente, pur avendolo chiesto, la mia azienda non si è presa la briga di far elaborare il TFR ed ho quindi incaricato il commercialista di fare i conteggi dovuti sperando che il giudice li consideri validi). C’è qualche documento che posso allegare (es. bilancio aziendale – buste paga non percepite dai colleghi con loro autorizzazione, anche loro nella mia condizione) insomma qualcosa che mi possa aiutare ad ottenere la provvisoria esecutività (almeno ci proviamo) visto che, coi tempi della giustizia italiana, rischio davvero di perdere una cifra elevata se l’azienda (srl) dichiara fallimento.
    Grazie ancora.

    Risposta

    • brunoredivo said

      Salve,
      se riuscisse ad avere documenti comprovanti quanto sostiene sarebbe l’ideale ma ritengo la strada poco percorribile in quanto detti documenti non sono ( in linea di diritto ) a lei accessibili. Non so se ci sono gli estremi per un pericolo nel ritardo per cause soggettive… particolare situazione familiare, di salute o altro… insomma ci provi. PS dal bilancio ( che è accessibile se depositato ) ho paura non trovi granchè. Dovrebbe trovare altri creditori che le diano ad esempio copia dell’istanza di fallimento depositata o similari.

      Saluti

      BR

  20. Vincenzo said

    Salve a tutti.
    MI ripropongo a voi allacciandomi al discorso di Mena. Sto per firmare un accordo per un piano di rientro delle varie mensilità non pagatemi.
    A quanto pare in caso di mancato pagamento, ho tra le mani un titolo esecutivo e potrei partire direttamente con la procedura di pignoramento. Informandomi in giro ho letto che le spese legali per pignorare tale importo sono a carico del debitore ( ovvero l’azienda ove lavoravo ) .
    Mi confermate ciò? Oppure per ogni pagamento non ricevuto ci devo rimettere anche le spese per pignorare i pagamenti?

    Saluti
    Vincenzo

    • brunoredivo said

      Salve,

      allora le spese deve anticiparle sempre mil creditore, in caso di esito positivo sarà tutto rimborsato.

      Saluti

      BR

      • Filomena said

        Mi riallaccio al medesimo discorso, tra pochi giorni firmerò una conciliazione dinanzi alla DPL, l’azienda mi deve 20.000 euro e abbiamo pattuito una rateizzazione, io gradirei le cambiali come modalità di pagamento, l’azienda opta per il bonifico. Tenendo conto che l’attuale bilancio aziendale è abbastanza critico crede che debba pretendere una diversa modalità di pagamento rispetto al bonifico?
        Grazie mille.
        Filomena

      • brunoredivo said

        Gentile Filomena,

        nel caso da lei prospettato il verbale di conciliazione è titolo esecutivo al pari delle cambiali ( purchè in regola con il bollo ab origine ).. quindi di fatto non avrebbe nessuna garanzia in più. In caso di mancato pagamento dovrà comunque procedere ad esecuzione forzata ( probabilmente infruttuosa da quanto mi espone ). L’ideale sarebbe avere assegni circolari perchè coperti a monte. In ogni caso le consiglio di far emergere in maniera chiara ed espressa ( ammesso che sia così nella realtà ovviamente ) quale parte del credito è imputato a TFR in quanto è istituita presso l’Inps un fondo di Garanzia per insolvenze del datore di lavoro ( la procedura è lunga e complessa ) che copre unicamente TFR ed ultime 3 mensilità di retribuzione ( con termini diversi ). Quindi faccia precisare quanto è per TFR e quanto per le ultime mensilità.

        La saluto

        BR

  21. Donato said

    Gentile Dottore, volevo porle un quesito. Da 7 mesi non percepisco lo stipendio,non avendo in mio possesso le buste paga le ho richieste al commercialista,il quale mi ha chiesto di firmarle prima di consegnarmele. Temo, però che nel caso io le firmassi, nel momento in cui andro’ a richiedere il pagamento delle mensilita regresse, il datore di lavoro potrà eccepirmi il fatto di avermi pagato queste mensilità in quanto avrei le buste paga firmate!!!

    • brunoredivo said

      Gentile Sig. Gagliardi,

      è esattamente come dice… non firmi le buste paga in quanto la firma equivale a quietanza. Unica eccezione potrebbe essere per importi superiori ad € 1000,00 in quanto per intervenuta modifica legislativa non si può pagare detti importi per contanti ma solo con assegno/nbonifico…. ma anche in questo caso non firmi per scrupolo.

      Saluti

      BR

  22. Marko said

    Gentile Dottore, vorrei chiederLe una domanda un po’ più specifica e particolare. Pratticamente ho lavorato per circa 8 mesi come collaboratore esterno/giornalista per una casa editrice e venivo retribuito attraverso note di collaborazione per la cessione dei diritti d’autore (ritenute d’acconto). A marzo però la società ha fermato i pagamenti e adesso ci sono ben 4 note non pagate (totale 2.000 euro). Allegando tutte le note pagate in passato con certificazione di pagamento, gli articoli pubblicati sulla rivista e note non pagate, sarà possibile ottenere un decreto ingiuntivo?

    Grazie

    • brunoredivo said

      Gentile Sig Marco

      dovrei analizzare con più accuratezza i documenti ma se nelle note da lei indicate ci sono precisi riferimenti alla commissione di un incarico ed al relativo presso ritengo che sia possibile.
      Rimango a sua disposizione

      Distinti saluti

      BR

  23. adriano angeletti said

    carissimo dottore io lavoravo come dipendente nel ruolo di rappresentante per una azienda da 5 anni da luglio 2012 che non ricevo lo stipendio compresa la 14esima sono stato licenziato il 31 ott.con 5 stipendi arretrati non mi vengono consegnate le buste paga neanche dopo vari solleciti verbali mentre i miei colleghi hanno ricevuto quasi tutti gli stipendi, ogni volta mi viene detto che non ci sono i soldi,stò cercando di risolvere la cosa in maniera civile ma non ottengo nessun risultato.Il mio legale è in attesa del mio ok ma ancora non mi decido,Ho fatto controllare tutte le buste paga precedenti dal mio consulente e risultano monipolate per quello che riguarda gli scatti di anzianità e gli aumenti di contratto nazionale che in 5 anni non mi sono mai stati dati,premetto che questa azienda si trova in grosse difficoltà economiche ela mia paura è di perdere tutto….cosa devo fare…grazie

    • brunoredivo said

      Salve e mi scusi per il ritardo con cui le rispondo.

      A mio avviso la cosa più corretta anche considerando le manipolazioni da lei indicate, è farsi fare una perizia da un consulente del lavoro di parte in cui si quantificano unilateralmente tutte le spettanze ancora dovute ( alcune voci non potranno essere ricomprese chiaramente ) e sulla base di questa perizia di parte potrà chiedere decreto ingiuntivo. Ritengo sia un tentativo fattibile.

      saluti

      BR

  24. amedeo said

    molto interessante ….. non so se posso esporre il mio caso qui sotto e semmai avere qualche indicazione.
    ho concluso un lavoro a progetto 1 anno fa senza essere ancora pagato mi hanno inviato per via mail le buste paga in formato PDF e consegnato il CUD 2012 che io ho regolarmente incluso nel mio 730/2012 dopo vari sms tra le parti l’amministratore ancora mi conferma che non ha liquidità per pagarmi.
    io sinceramente sono stanco di questa situazione cosa posso fare per chiudere questa controversia.
    grazie per l’attenzione

    • brunoredivo said

      Salve e mi scusi per il ritardo con cui le rispondo.

      Lei ha prova scritta del credito fatto valere e pertanto ritengo non vi siano problemi ad ottenere un decreto ingiuntivo. In sintesi non vi sono problemi di sorta. Un avvocato saprà procedere nella massima semplicità.

      Saluti

      BR

  25. Roberto said

    Buona sera…. Una domanda: il mio datore di lavoro mi da 500€ ma la busta e di circa 850€…gli posso fare causa? È farmi risarcire la differenza? P.s. Nella busta mi fa scrivere sempre per quietanza, con la mia firma… In fine i pagamenti li fa’ sempre in contanti senza titoli…sicuro di una risposta vi aguro una buona serata….

    • brunoredivo said

      Salve, purtroppo la firma per quietanza non permette molti svincoli e poi l’importo in busta paga è inferiore ad € 1.000,00 e pertanto è lecito anche il pagamento per contanti. Ritengo non vi siano altrernative serie. Mi spiace.

      Saluti
      BR

  26. Gianluca said

    Salve, sono un dipendente di un’impresa edile da oltre 16 anni ed inquadrato come impiegato, dal giugno 2012 non percepisco stipendio, nonostante ciò ho continuato a lavorare fino alla fine di dicembre 2012 . Come regalo di Natale ho avuto la notizia dai miei titolari della mia entrata in cassa integrazione ordinaria ed in seguito a quella straordinaria con scarse possibilità di un rientro nella forza lavoro. Mi hanno consigliato di agire con un decreto ingiuntivo per recuperare i miei stipendi, visto e considerata la pessima condizione economica in cui versa la mia ditta. Vorrei chiederVi se agendo in tal modo vi è la possibilità che il mio datore di lavoro chieda la risoluzione del contratto non permettendomi più di usufruire dell’ammortizzatore sociale e un consiglio per ottenere le buste paga mancanti che servono per il conteggio del debito in modo “amichevole”. Grazie per la disponibilità.

    • brunoredivo said

      Salve,
      allora possibilità per il datore di ottenere la risoluzione contrattuale non ve ne sono solo perchè lei agisce per ingiunzione di pagamento ( tra l’altro più che fondata mi sembra di capire )… e comunque la stessa non esclude l’accesso alla indennità di disoccupazione ordinaria ad esempio…
      Sulla seconda domanda, purtroppo un modo efficace per ottenere le viste paga non c’è… dovrebbe richiederle in via amichevole e se i rapporti si inclinano definitivamente può denunciare tutto all’ispettorato del lavoro. Conviene piuttosto farsi fare una perizia di parte da un suo consulente del lavoro in cui prevede un prospetto paga di tutti i mesi insoluti e di tutte le spettanze dovute. Sarà poi eventualmente il datore di lavoro a fare opposizione se ritiene i calcoli infondati. Ma sul punto attenzione perchè non tutte le voci possono essere inserite nella perizia di parte, si rischia il rigetto ( almeno parziale ) del ricorso per decreto ingiuntivo. Insomma, le consiglio di studiarsi i documenti con calma ed attenzione incaricando un legale preparato e scrupoloso. Andare di fretta in questi casi è controproducente.
      Saluti
      BR

      • Gianluca said

        La ringrazio per l’ attenzione a me dimostrata e per il suggerimento datomi.
        Le auguro una buona giornata.

  27. Simona said

    Io barista, il mio compagno pizzaiolo. Lui lavorava al ristorante dal 2008 , nel giugno 2011 cambia la società che da srl diventa sas, mi assumono usufruendo dell’ articolo art. 4, c. 11 L. 92/2012/ (sgravio fiscale del 50% sui contributi). Costringono lui a diventare socio dipendente per potergli abbassare lo stipendio da 900€ a 450€ (con promessa di risarcimento in nero fino ad arrivare alla cifra fino ad allora percepita.). da Giugno 2011 a Marzo 2012 tutto regolare. Il ristorante chiude fisicamente il 1° settembre 2012 e legalmente il 30/12/’12. Le buste paga di Aprile, maggio, giugno + quattordicesima, luglio, agosto 2012 più il TRF non sono state versate ad entrambi. A dicembre si presentano e ci offrono 2.500€ a testa (me ne aspettano 7.600 a me e 8.500 a lui, come da listini) la domanda è: trattare o denunciare? Loro non hanno accettato la nostra proposta di 6.000€ a testa.

    • brunoredivo said

      Salve,
      diciamo che il mio non è un consiglio da legale ma se si tenta di recuperare un credito giusto in un buco nero il credito rimane giusto ma infruttuoso… a meno che i responsabili illimitatamente della sas non abbiano proprietà intestate… insomma, da verificare

      Saluti BR

  28. luciasat said

    Salve, dal fine anno 2011 fino ad’oggi (genn. 2013) ho lavorato come – interprete a chiamata – per una azienda privata. La azienda non mi ha fatto mai firmare un contratto. Mi è stato pagato solo un intervento, il resto (altri 25 interventi = casi di interpretazione) non è mai arrivato.
    Non ho il contratto, non ho le buste page, solo. la ricevuta per il pagamento effettuato una volta. Non è stato però lavoro in nero, ho delle prove che ho prestato i tali servizi. Come comportarmi e quanta speranza ho di ricevere qualche imborso. Grazie.

  29. daniele said

    Salve, io ho questo problema: ho lavorato per un ente pubblico dal 1 aprile 2012 al 30 settembre 2012. In questi 6 mesi non mi sono stati mai recapitati i cedolini dello stipendio. A questa cosa non avevo mai fatto caso perchè, avendo la banca online, gli accreditamenti dello stipendio risultavano ogni 27 del mese regolarmente. Scaduto il rapporto di lavoro, non mi tornavano però i conti circa la liquidazione del tfr, dei ratei di tredicesima, dei permessi non goduti. A questo punto, non essendomi mai stati recapitati i cedolini, non ho avuto la possibilità di verificare. Mando dunque una mail al segretario del comune, al sindaco, al vice-sindaco per far presente l’omessa spedizione dei prospetti paga, chiedendo altresì di poter avere tutti i cedolini a partire da aprile recapitati a casa (non potendo io per problemi di tempo andare a ritirarli)ma, dopo un mese e mezzo, non ho avuto nessuna risposta.
    Non riesco a credere che un ente pubblico si comporti in questo modo. Come posso procedere? Mando un’altra mail di sollecito? Magari tramite Pec? Anche perchè a questo punto è diventata in più una questione di principio. Grazie.

    • brunoredivo said

      Salve

      intanto mi scuso per il ritardo con cui le rispondo.
      Allora,

      le consiglio di far inviare una raaccomandata a/r da un legale di fiducia.
      Successivamente si farà predisporre dal suo consulente del lavoro, documenti alla mano, un conteggio analitco delle spettanze ancora dovute e su quella scorta chiederà un decreto ingiutnivo. Ritengo ci possano essere gli estremi anche se dovrei avere informazioni più dettagliate.

      Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti

      Cordialità

      BR

  30. Marco said

    Salve lavoro con contattratto a tempo indeterminato in una società cooperativa da più di 3 anni dopo un periodo iniziale in cui i stipendi arrivavano in maniera quasi puntuale, succesivamente succedeva che alcuni stipendi non venivano saldati ora mi ritrovo con 5 stipendi non saldati 3 del 2011, 1 del 2012 e 1 del 2013 e non ho mai la sicurezza per i stipendi futuri (compreso quello di febbraio) ora vorrei inviare una lettera tramite raccomandata a.r. con oggetto la richiesta di pagamento e costituzione in mora ex art.1219 c.c. è la strada giusta?, è una via celere? sono in possesso di tutte le buste paga tranne quella di gennaio e sono a conoscenza che le casse “non piangono” Grazie

    • brunoredivo said

      Salve,

      intanto mi scuso per il ritardo con cui le rispondo.

      Sicuramente il primo passo da fare è quello da lei indicato.
      Se le casse non piangono potrà farsi predisporre dal suo consulente del lavoro un prospetto busta paga con conteggi analitici allegati in cui si quantificano le sue spettanze. Sarà il datore di lavoro a dover fare opposizione se ritiene i calcoli errati.
      Persolamente sono riuscito più volte in questa direzione.
      Seguirà decreto ingiutivo e pignoramento. L’ideale è sempre avere conti correnti. Le altre strade sono davvero incresciose da seguire.

      Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti

      Cordialità

      BR

  31. Vito said

    salve,
    sono stato licenziato per giusta causa a dicembre 2012. Il mio ex datore di lavoro si rifiuta di pagarmi tutte le mie spettanze. Al momento io non possiedo l’ultima busta paga ma quest’ultima è stata rilasciata ad un ente sindacale che anch’egli si rifiuta di consegnarmelo. Come mi suggerisce di comportarmi?

  32. simone said

    salve la ditta in cui lavoravo ha chiuso ad agosto 2012 e ci ha licenziato per chiusura attivita, a noi manca la busta paga di agosto e il conteggio del TFR, non siamo in grado di avere queste buste paga e ne il cud ne dalla ditta e ne dal commercialista,come dobbiamo fare? da quanto so la ditta è in liquidazione. dobbiamo riscuotere il TFR come dobbiamo fare? ci sono modi e leggi che ci aiutino ad avere il nostro TFR anche senza l ultima busta paga? tra poco devo fare il 730 ma senza un cud come faccio? spero che mi potete aiutare grazie

    • brunoredivo said

      Salve,

      intanto mi scusi per il ritardo con cui le scrivo.

      Allora, si faccia fare dal suo commercialista un prospetto busta paga ( ovviamente con i cud e buste paga precedenti alla mano ) in cui calcola unilateralmente il TFR. Ottiene un decreto ingiuntivo dopodichè sarà il datore di lavoro che, se ritiene errati i calcoli del suo commercialista/consulente del lavoro, dovrà presentare nei termini opposizione.
      Detto ciò, per quanto riguarda il TFR e le ultime 3 mensilità ( ci sono termini da rispettare ) interviene in caso di insolvenza del datore il fondo garanzia Inps. Pertanto quei crediti non verranno persi.

      Rimango a sua disposizione per eventuali chiarimenti

      Cordialità

      BR

  33. Mena said

    Salve,
    e grazie per i precedenti consigli.
    Attualmente ho due decreti ingiuntivi per crediti lavorativi comprensivi di stipendi non retribuiti e tfr, il primo finalmente ha ottenuto la provvisoria esecutività e quindi ora va notificato; abbiamo appreso in udienza che la società è in liquidazione ( essa non risulta ancora da visura camerale pur essendo stata stipulata dal notaio in data 31/01/2013), come giustifichiamo la notifica al liquidatore (di cui abbiamo i dati) senza un documento come la visura camerale che attesti la liquidazione? Possiamo riprodurre in alternativa, come prova, una copia conforme dell’atto notarile? Ultimissima domanda: per richiedere il tfr al fondo INPS devo presentare obbligatoriamente la visura camerale o posso riprodurre copia dell’atto notarile?
    Grazie mille

    • brunoredivo said

      Salve,

      allora per la notifica al liquidatore ritengo che l’atto del notaio in copia conforme possa essere sufficiente, l’importante è che sia effettivamente in liquidazione, altrimenti la notifica è nullla o meglio inesistente. Ad ogni modo al momento della notifica all’UNEP questa documentazione non le sarà chiesta. Solo eventualmente in caso di opposizione dovrà esibire l’atto indicato.
      Relativamente al fondo INPS, se ricordo bene serve necessariamente la visura, è indicata anche in recenti circolari Inps.
      Inizi la procedura ( alquanto complessa ed articolata ) ed eventiualmente la visura aggiornata la depositerà in seguito.
      Spero di esserle stata di aiuto.

      Cordialità

      BR

  34. ValentinaT said

    Buona sera,

    In data 20/07/2012 vengo licenziata per non superamento prova. Dopo vari tentativi e raccomandate non ricevo buste paga. Faccio denuncia all’Ispettorato del lavoro ad Agosto 2012 che inoltra la richiesta a Sede di Roma perché l’azienda per la quale lavoravo ha tutt’ora sede legale a Roma. Ad oggi non ricevo ancora riscontro in merito alle mie buste paga.
    Vorrei pero portare a termine questa questione quanto prima. Ho estratto conto previdenziale INPS che conferma il mio periodo lavorativo presso l’azienda ( almeno mi avevano versato i contributi) posso fare secrete ingiuntivo ? In questo caso il foro competente e’ Verona o Roma dove ha se legale l’azienda?
    Grazie per l’aiuto

    Buona serata

    • brunoredivo said

      Salve,

      allora può ottenere decreto ingiuntivo sulla base di un conteggio prospetto analitico di busta paga, suffragato dalla documentazione previdenziale, che potrà predisporre anche il suo consulente del lavoro in maniera analitica. Sarà poi il datore a dover fare opposizione in caso di conteggi da contestarsi.
      La competenza territoriale è quella del luogo in cui lei ha svolto l’attività lavorativa, quindi presumo Verona.

      Cordialità

      BR

  35. dalila said

    Salve, la Sua ricostruzione è perfetta e mi ha consentito di ottenere un D.I. che mi è stato opposto (ovviamente!).
    Una delle contestazione è in ordine alla mancata prova, in quanto non ho le buste paga.
    Posso chiederLe se anche avverso i suoi D.I. è stata fatta opposizione e, se ritene, condividere con noi anche gli esiti e la posizione assunta dal giudice? Le sarei immensamente grata.
    Una collega del foro di Roma

    • brunoredivo said

      Gentile Collega,

      sono felice dell’aiuto indiretto.
      Fortunatamente i miei decreti non furono opposti e corrisposti successivamente senza esecuzione.
      Ad ogni modo ritengo che l’opposizione non possa essere decisa su un motivo ostativo dell’emissione del decreto ingiuntivo >( se è questo il motivo ) ma che si debba scendere nel merito del rapporto di lavoro ed ovviamente l’unica contro-prova eventualmente opponibile in linea con il mio ragionamento potrebbe essere unicamente l’eventuale cessazione anticipata del rapporto. In altri termini nell’an se in quei mesi vi era ad esempio licenziamento legittimo ed efficace allora può aver ragion d’essere l’opposizione. Ma se il ragionamento seguito offre una prova certa e scritta di una somma matematicamente ed ontologicamente inferiore a quanto di stretto diritto, questo importo non può essere contestato sulla scorta della mancanza di buste paga. In tal caso potrà richiedere ordine di esibizione in modo che la stessa controparte dovrà fornire prova di un maggior-debito.
      Spero nel mio piccolo di esserle stato di aiuto e le auguro buona giornata.

      Saluti

      BR

  36. mauro said

    Buon giorno ,io ho un problema analogo come tanti altri con però alcune varianti. Il mio datore di lavoro non mi ha elargito le ultime 8 mensilità , di cui dicembre -gennaio e dovrebbe integralmente pagarle Lui , mentre da febbraio siamo in cassa integrazione ordinaria con pagamento diretto Inps. Per cui parte dello stipendio ( circa 5gg lavorati in ditta e circa 15gg in cassaintegrazione ordinaria ) da febbraio dovrebbe pagarlo Lui ( e non lo fa x mancanza di liquidità) e la restante parte dall’Inps con pagamenti nell’ordine di oltre2 mesi dalla fine dei 3 mesi di cassaintegrazione.Il mio dilemma è come comportarmi… fargli ingiunzione di pagamento e aspettare i tempi lunghissimi dei tribunali italiano,…..chiedere la cassaintegrazione a 0 ore per prendere tutto dall’Inps con tempi altrettando lunghi ……stare tranquillo e sperare ogni tanto di ricevere qualcosa …..o altra soluzione….? oltre tutto ci sarebbe il discorso TFR interamente lasciato in ditta? grazie distinti saluti

    • brunoredivo said

      Gentile Sig. Mauro,

      ritengo che un decreto ingiuntivo comprensivo altresì del TFR sia la soluzione giuridicamente più corretta. Quantomeno per quanto già maturato.
      Se ha necessità mi contatti senza indugio.

      Cordialità

      BR

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